I migliori presidi contro il Coronavirus

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Il genere umano sta vivendo un momento molto particolare, in una situazione di allerta sanitaria che ha preso molti di noi alla sprovvista. Il coronavirus purtroppo è una realtà con la quale dobbiamo fare i conti, cercando di combattere questa epidemia e di uscirne vincitori.

E il modo migliore per debellarla è agire con cautela, imparando quali sono i migliori sistemi che abbiamo per proteggere noi stessi, e i nostri cari. Ecco perché in questa guida scopriremo insieme quali sono i migliori presidi contro il Coronavirus. Grazie a questi prodotti, saremo in grado di rallentarne di molto la diffusione.

Igiene e pulizia

Come sempre, è inutile fare incetta di presidi se poi si ignorano le regole base di igiene. Da questo punto di vista, il primo consiglio è forse quello più banale di tutti: ogni volta che entri a contatto con una qualsiasi superficie esterna, o con un oggetto, quando torni a casa lavati sempre le mani con acqua e sapone. Ricordati anche di strofinare con cura sia i dorsi che i palmi, insieme agli interstizi fra le dita, per diversi secondi di fila.

Inoltre, se ti stai chiedendo quale sapone è più adatto, sappi che quello neutro può bastare. I prodotti contenenti antibatterici, infatti, sono inefficaci contro qualsiasi virus. Ciò che conta davvero, dunque, è l’attenzione alla frequenza nel lavaggio delle mani.

Salviette e gel igienizzanti

Al contrario dei saponi antibatterici, i gel igienizzanti sono un presidio particolarmente utile per evitare la diffusione del virus dalle mani alle vie respiratorie. Siccome spesso tendiamo a toccarci la faccia, il naso, la bocca, le mucose e gli occhi, se è presente il virus potremmo esporci ad un rischio di contagio maggiore. In tal senso, ti consigliamo di optare per la classica amuchina.

Se non la trovi, visto che in queste settimane va a ruba, puoi scegliere soluzioni alternative come i gel a base di isopropanolo o di alcool etilico. Occhio alla concentrazione: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) consiglia di preferire i gel con una percentuale di queste sostanze intorno all’80%. Considera comunque che il gel igienizzante va sempre usato sulle mani asciutte e pulite, ed è qui che diventano utili le salviette umidificate.

La pulizia delle superfici in casa

Da un lato ognuno di noi dovrebbe lavarsi spesso le mani, e fare uso dei gel e delle salviette, ma dall’altro occorre curare anche l’igiene in casa. Il virus potrebbe infatti depositarsi su qualsiasi superficie domestica, entrando a casa nostra tramite i vestiti che abbiamo indossato fuori e le scarpe. Sebbene non vi siano certezze sui tempi di sopravvivenza del virus sulle superfici, è bene tenere pulita e igienizzata la nostra abitazione, per abbattere ogni rischio.

Le soluzioni per combattere questi pericoli ci sono, e non sono poche. Per farti un paio di esempi concreti, i prodotti per igienizzare i capi in lavatrice rappresentano un’importante risorsa da sfruttare, così come il tradizionale alcool rosa, che potrai usare per pulire le superfici domestiche.

Anche la candeggina rientra in questa lista, a patto di diluirla e di utilizzarla con molta cautela, perché le sue esalazioni sono pericolose per la nostra salute, e possono provocare delle intossicazioni.

Gli elettrodomestici a vapore

Oggi le tecnologie ci mettono a disposizione una serie di elettrodomestici dal costo contenuto, ma incredibilmente efficaci per l’igienizzazione della nostra casa. Nella lista dei più performanti troviamo i dispositivi per la pulizia a vapore, come le scope apposite, insieme agli apparecchi noti come pulitori a vapore o vaporelle. Come detto, hanno un prezzo contenuto, che si aggira intorno ai 50 euro, quindi sono tutto sommato accessibili per ogni portafogli o budget. Perché acquistarli? Perché l’acqua vaporizzata da questi device arriva a temperature molto elevate, intorno ai 150 gradi, e capaci di uccidere il 99% dei batteri e degli allergeni.

Anche in questo caso non ci sono al momento degli studi che certificano l’efficacia della pulizia a vapore contro il Coronavirus. Ciò che è certo, però, è che i pulitori di questo tipo assicurano comunque un grado superiore di igiene in casa, al di là del Covid-19. Inoltre, sono particolarmente sicuri per la salubrità dell’aria, visto che non rilasciano particelle o sostanze tossiche, né per l’uomo né per l’ambiente. L’unico loro difetto è il consumo di energia elettrica, che nei modelli professionali può farsi elevato. Ad ogni modo, in vendita puoi trovare dei modelli di scope elettriche a vapore con etichetta energetica alta, quindi con consumi inferiori.

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La mascherina

Sulle mascherine si potrebbe scrivere un trattato di centinaia di pagine, senza riuscire ad esaurire comunque l’argomento. Come sicuramente saprai già, non tutte le maschere assicurano il medesimo grado di protezione. I modelli basici sono progettati per impedire a chi le indossa di infettare gli altri, dato che trattengono la maggior parte di liquidi corporei provenienti dalla bocca e dal naso. Che poi è uno dei canali principali sfruttati dal virus per diffondersi da un ospite ad un altro.

Le mascherine chirurgiche, invece, aiutano ad abbattere il rischio di contrarre il virus dall’esterno, quindi hanno una funzione protettiva per chi le porta. Poi ci sono i respiratori, gli unici che riescono a bloccare le particelle più microscopiche.

Purtroppo nessuno è in grado di assicurare il funzionamento pieno delle maschere, anche di quelle chirurgiche, dato che esistono dei dubbi sulla loro capacità di bloccare pure le particelle più piccole.

I respiratori, invece, in base alla certificazione si rivelano davvero efficienti, specialmente quelli progettati per bloccare pure le polveri sottili. In tal caso si parla di veri e propri DPI (dispositivi di protezione individuale), utilizzati di frequente in ambienti che possono mettere a rischio le vie respiratorie.

I gradi di protezione sono essenzialmente 3, e si tratta dei seguenti:

Certificazione FFP1: protegge le vie respiratorie dalla polvere e da particelle molto fini, ma non troppo. Di solito viene impiegata nel mondo dell’hobbistica e del bricolage, ma anche negli stabilimenti che si occupano di falegnameria e di metallurgia.
Certificazione FFP2: è un gradino oltre la FFP1, e viene progettata per mettere al riparo le vie respiratorie dall’introduzione di particelle ancor più fini e tossiche. Si fa ad esempio riferimento ad ambienti delicati come gli scavi minerari, i depositi di smaltimento rifiuti, e le fabbriche dove vengono lavorati i metalli.
Certificazione FFP3: è la più elevata in assoluto. Una maschera DPI FFP3 ha sempre una valvola integrata, ed è in grado di filtrare fino al 98% delle polveri microscopiche. In genere viene utilizzata negli ambienti dove è presente amianto o a rischio contagio. Non a caso, è stata usata nelle località soggette a virus come quelli responsabili della SARS e dell’influenza aviaria, e a batteri come quello della legionella.

ClassificazioneCapacità filtrantePerdita verso l’interno
FFP180%22%
FFP294%8%
FFP399%2%

Considera comunque che tutte queste maschere sono mono-uso, da quelle “amatoriali” fino ad arrivare ai dispositivi DPI FFP1, FFP2 ed FFP3. Inoltre, ripetiamo che nemmeno i respiratori più avanzati possono risultare efficaci al 100%, e che una percentuale di rischio c’è sempre, sebbene sia minima con i DPI professionali.

Il purificatore d’aria

Oggi molte case ospitano già dei purificatori d’aria: elettrodomestici che consentono di depurare l’aria in casa, eliminando particelle potenzialmente pericolose come i batteri, la polvere, i pollini e gli allergeni. Hanno un costo elevato, che può andare dai 200 euro fino a oltre 400 euro, nei modelli di fascia premium. Di contro, grazie ad una serie particolare di filtri (gli HEPA), riescono a bloccare fino al 99% delle particelle microscopiche, con dimensioni intorno a 0.3 micron. Se trovi un purificatore d’aria poco costoso e con filtro HEPA, fai attenzione, perché quest’ultimo potrebbe essere scadente. Non tutti gli HEPA sono uguali, dato che anche qui si trovano diversi livelli (il più alto è l’H14).

Lo scambiatore di calore

Lo scambiatore di calore è un dispositivo che consente il passaggio dell’aria dagli ambienti esterni a quelli interni, e viceversa. Si tratta di particolari ventole che, grazie ad una serie di componenti in ceramica, riescono a permettere il ricambio dell’aria proteggendo però le temperature interne dell’edificio. In altre parole, impediscono al caldo e al freddo di disperdersi, ma al tempo stesso permettono all’aria di uscire o di entrare. Pur avendo un costo piuttosto alto, consentono di ottenere delle performance straordinarie a livello di igienizzazione dell’aria, e consumano poca energia.

Il rilevatore di sintomi

Alcuni ritrovati come il pulsossimetro, che ti consigliamo di approfondire leggendo la nostra guida, possono aiutare a capire se si soffre di alcuni sintomi legati all’infezione da Coronavirus. Naturalmente anche il termometro è uno strumento da avere sempre al proprio fianco.

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Michele Sanchioni
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